CIELO IN FILIGRANA
Ecce Sindone

NUOVA REPLICA

VENERDI’ 30 APRILE 2010

TEATRO SAN FRANCESCO

via S.Francesco d’Assisi 15, ad Alessandria

ore 21.00, ingresso gratuito

definitiva_con_3_date



locandina alessandria


Ingresso gratuito, offerta libera.




NOTE D’AUTORE

Scrivere sulla Sindone è terribilmente e magnificamente complesso. Per creare davvero una grande opera d’arte urge coinvolgere tutto l’enorme tema del rapporto Dio e mondo, Uomo e fede, considerando la Sindone come un punto d'intersezione tra Umano e Divino.

Esiste, per scrivere di soggetti tanto vasti e profondi, un metodo: la dialettica. “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.” (Apocalisse 3,15-16). Oltre che etica, questi versetti possiedono una loro motivazione estetica e narrativa. I personaggi tiepidi intiepidiscono la forza di un testo, ne smorzano l’intensità. Occorre invece trovare i poli puri, antitetici, attraverso i quali si riesca per contrasto a rappresentare il problema, sublimandolo nella creazione artistica. Gli eccessi stessi, se in equilibrio nell’opera, si definiscono reciprocamente, risaltando nel più nitido dei modi.

In scena sono tre personaggi: una Sindone che interroga sé stessa con un’introspezione profondamente umana, sdoppiandosi in una schizofrenia che porta in sé tutti i dubbi che riguardano l’Uomo; e un terzo personaggio, che è l’Uomo. Le due Sindoni discutono sul rapporto di Dio col mondo; nella spaccatura simbolica indagano la loro natura di segni fisici del trascendente nell’immanente, dando vita a un dialogo dove gli assoluti opposti si specchiano l’uno nell’altro, e lottano, e “il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini”. Il Lettore invece è l’Uomo moderno, che riconosce nella materia l’unica dimensione dell’esistenza; nel testo è solitario, e si raffronta coscientemente con l’altro-da-sé solo quando si scopre immerso in leggi e meccaniche oltre la sua comprensione.

Le Sindoni provano il gusto di discutere su Dio, il Lettore se ne disinteressa; ma, insieme, scontrandosi poco alla volta e ad angolature diverse, si ergono come i tre poli vertiginosi fra i quali si generano le scintille. Qui, alle temperature più alte, si toccheranno l’Umano e il Divino.


Marco Pozzi


* * *



NOTE DI REGIA

“Io son colei che mi si crede”
Luigi Pirandello


Preparare uno spettacolo sulla Sindone in occasione dell’ostensione costituisce una grande opportunità per mettere in gioco la propria responsabilità etica, aldilà del senso artistico del fare teatro. Viviamo nella società delle immagini, siamo sommersi di colori, slogan, sorrisi, denti bianchi, automobili in corsa su per i monti, donne nude e cadaveri martoriati. Una dietro l’altra, le immagini producono associazioni impreviste, spesso inutili, sbagliate nella loro arbitraria casualità.

La Sindone è un’immagine. La Sindone è un idolo. La Sindone è un mistero. La Sindone non è solo un fatto religioso riservato ai credenti, né un lenzuolo a disposizione della scienza per penetrare negli atomi della materia e dimostrare che Dio non esiste.

La Sindone è l’occasione di interrogarci sul senso del nostro esistere oggi, e della nostra capacità di credere. Abbiamo bisogno che sia vera per credere in Dio? O, al contrario, abbiamo bisogno di sapere che è falsa per non crederci? La risposta istintiva a queste domande misura quanto siamo figli della società delle immagini, quando bisogno abbiamo di
toccare per credere.

E’ per questo che ho accettato di affrontare la messinscena di uno spettacolo così difficile, e scomodo. Profondamente libero, non banalmente provocatorio. Perché chiede a ciascuno di spostarsi dalla posizione ideologica di partenza, per guardare la Sindone da diversi punti di vista, legittimi e possibili, e poi metterli a confronto, con la libertà di seguire l’immaginazione e servire l’intelligenza, senza essere schiavi di nessuna ideologia preconcetta, né fede acritica.

Mi viene in mente il caso di Spinoza, uno dei più importanti filosofi dell’Occidente, di origine e fede ebraica, credente e osservante, che a un certo punto della sua riflessione filosofica, giunge a dimostrare l’esistenza di Dio. Ma di un Dio matematico, impersonale, che non parla all’uomo e non detta i comandamenti a Mosè sul monte Sinai… Ecco che nel processo di ricerca della Verità, Spinoza perde il suo Dio, la sua comunità, la sua gente, la sua famiglia. La speculazione costringe il filosofo ad escludere tutto il resto. Viene scomunicato e radiato dalla comunità ebraica. Ma rimane sulle sue posizioni, conquistate con la libertà intellettuale, ha il coraggio di accettare i più dolorosi sacrifici di un
Io diviso tra la fede dei Padri e il bisogno di verità.

Siamo disposti a mettere in discussione le nostre certezze, le speranze, le ideologie e le verità che ci vengono insegnate per affrontare un percorso di analisi e riflessione personale?

Alberto Oliva


* * *

In merito a questo spettacolo, La Compagnia dei BenAndanti ha ottenuto il patrocinio dal Comitato per l'Ostensione della Santa Sindone.

LOGO_UFFICIALE

Il Comitato per l’Ostensione della Sindone (10 aprile - 23 maggio 2010) si è ufficialmente costituito il 18 novembre del 2008. Alla presenza del notaio Benvenuto Gamba hanno firmato l’atto l’Arcivescovo di Torino e Custode pontificio della Sindone cardinale Severino Poletto, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, e il presidente della Provincia Antonio Saitta. Ne fanno parte l’Arcidiocesi di Torino, il Comune e la Provincia di Torino, e la Regione Piemonte. Presidente del Comitato è il professor Fiorenzo Alfieri, assessore alla cultura e al 150° dell'Unità d'Italia della città di Torino. Nel Comitato ognuno dei quattro enti è rappresentato da tre membri con diritto di voto: due assessori e un dirigente tecnico per ciascuno degli enti, due sacerdoti e un consulente per la diocesi di Torino. Il direttore generale è l’ingegner Maurizio Baradello, dirigente del Comune di Torino.

* * *

Le mappe per raggiungere i luoghi della rappresentazione:

Chiesa Collegiata dei Ss. Pietro e Paolo, piazza G. Verdi, Carmagnola.


Visualizzazione ingrandita della mappa


Chiesa del S. Sudario, via San Domenico 28, Torino.


Visualizzazione ingrandita della mappa


Sermig - Arsenale della pace, piazza Borgo Dora 61, Torino


Visualizzazione ingrandita della mappa


* * *

Per scaricare il comunicato stampa, clicca qui

comunicato_stampa_sindone