LA FINESTRA
Testo in tre atti di Claudia Cravero
Regia di Alberto Oliva
Scenografie di Maurizio Oddenino
Audio e musiche di Emanuele Cavaglià
Costumi di Maison C&C
Organizzazione di Andrea Roccioletti
Ufficio Stampa di Sabina Prestipino, Marco Montori, Andrea Roccioletti
CON
Ivana Cravero (Laura)
Diego Iannaccone (il padre)
Giuseppe Nitti (il medico)
La prima dello spettacolo andrà in scena a Torino
ven 20 novembre (in prima replica sab 21 novembre)
al Teatro San Giuseppe, via Andrea Doria 18/A ,
e ven 22 gennaio 2010 alla Cavallerizza Reale
Manica Corta, alle ore 21.
Prevendite dei biglietti presso
Ikebò - libreria Druetto, p.zza Cavour 2/A, - 10123 Torino - tel. 19708717 – 3356296427;
presso Libreria “L’albero delle parole”, via San Francesco da Paola, 10123 Torino;
presso Ottica Vittorio Veneto snc, p.zza Vittorio Veneto 15, Torino – tel. 0118178.965 (lun 15.30 -19.30; mart – sab continuato 9.30 – 19.30).
Parte dell’incasso sarà devoluto all’associazione Medici senza Frontiere. Si effettueranno sconti sul prezzo del biglietto ai possessori di ABC Tribe Card e agli studenti universitari che esibiranno la tessera universitaria.
* * *
Clicca qui per le fotografie dello spettacolo.
Clicca qui per visionare il trailer dello spettacolo.
Alcune illustrazioni, pubblicate periodicamente,
vi accompagneranno alla scoperta dell’atmosfera dello spettacolo.
Clicca qui per la sezione illustrazioni
* * *
BANDO RIGENERAZIONE - spettacolo LA FINESTRA
Il Sistema Teatro Torino e il Circuito Teatrale del Piemonte, in rappresentanza degli Enti promotori, hanno selezionato le candidature per la partecipazione alla quarta edizione di RIgenerazione. La rassegna intende configurarsi come ricognizione delle giovani realtà emergenti, di linguaggi scenici di teatro, teatro danza e danza, che operano sulla scena torinese e piemontese, chiamate a presentare una proposta di tipo teatrale, coreografico e performativo.
I BenAndanti, con lo spettacolo La Finestra, sono nella rosa delle sette compagnie finaliste per il bando Rigenerazione - quarta edizione 2010.
Clicca qui per ulteriori informazioni e la relativa rassegna stampa.
* * *
Note d’autore
La storia si sviluppa all’interno di una casa isolata, circondata da un fitto bosco, dove vent’anni prima si è consumato un terribile omicidio: il segreto è rimasto sepolto nella memoria shoccata e dilaniata della figlia del proprietario della casa, Laura, che vide morire sua madre e che da quel momento non ricorda più nulla. La ragazza vive da allora chiusa a chiave nella sua stanza, costretta in questa prigionia dal padre, e da tutti creduta pazza. L’unico a farle visita è un giovane medico ignaro di ogni cosa ma desideroso di svelare il segreto, una sorta di occhio esterno pulito e giusto. La vicenda prende avvio con l’improvvisa notizia della morte dell’amica di Laura, Emma, barbaramente uccisa; ciò rievoca senza scampo i fatti di sangue e i fantasmi del passato e la mente di Laura subisce un altro trauma: i ricordi prendono a riaffiorare, confusi, angoscianti, e via via che essi si fanno più chiari, anche l’odio verso il padre carceriere cresce con risvolti inquietanti, fino alla scena finale, che svelerà l’antico mistero.
La finestra diventa l’unico spiraglio di Laura verso il mondo e verso la libertà di essere finalmente donna, cosa in cui è impedita dal padre e dalle mura della sua casa-prigione. E’ ai piedi della finestra che Laura-bambina vide la madre morta, è attraverso la finestra che Laura-donna parla con una fantomatica assassina, ed è lì che si risolverà alla fine il difficile rapporto tra padre e figlia, con un esito del tutto imprevisto.
L’idea di questo testo è nata per caso un anno fa, dopo la lettura del romanzo di Le Fanu, Carmilla. In quel momento avevo in testa di scrivere qualche pagina sulla difficile e talora violenta relazione tra genitori e figli e sulla loro reciproca incapacità di ascolto, in una realtà in cui i primi hanno troppa paura e i secondi ne hanno troppo poca. La vicenda ha assunto una vita propria, completamente autonoma dall’originale, di cui ho conservato l’ambientazione, accrescendone il carattere magico e surreale; il tema del vampiro che aggredisce e uccide si riconosce ancora nella presenza dell’assassina, personaggio invisibile eppure importantissimo nell’evolversi della storia. Nella metamorfosi nuovi personaggi, veri o immaginari, vivi o finti, si confondono con la realtà delineando un mistero dai numerosi colpi di scena, che conducono piano verso una non-soluzione finale di grande intensità emotiva.
Con questo lavoro, ho voluto dare parole a una lotta che è prima di tutto interiore, combattuta da un genitore duro e inflessibile con una figlia che egli ama e odia allo stesso tempo, ricambiato con altrettanti sentimenti di ambiguità. Le tinte che ho scelto per il linguaggio e le immagini narrative sono quelle del chiaro scuro quasi patologico, del colpo di scena e di un retrogusto surreale, elegante ma imprevedibile, che accarezza per la sua dimensione onirica e fiabesca, ma sconcerta poi con gli attacchi al convenzionale.
Claudia Cravero

Note di regia
Una strana e affascinante ambiguità pervade il testo di Claudia Cravero, poiché gli eventi sono mossi contemporaneamente dal caso e dal destino, incomprensibili ai personaggi che si dimenano in gabbia sull’assurdo palcoscenico dell’esistenza.
Laura non può uscire dalla sua stanza-prigione, ma aprendo la finestra può comunicare con l’esterno. La sottile ironia del testo ci accompagna nel paradosso per cui, proprio quando apre la finestra e si relaziona con la realtà esterna, Laura comincia a vaneggiare e vede la presenza di un’assassina insanguinata che probabilmente non esiste…
Ho scelto di esasperare quest’angoscia dell’imprigionamento ponendo in primo piano, davanti a tutti, come filtro di comunicazione tra scena e platea, tra dentro e fuori, una gigantesca finestra che separa e unisce.
Trovano voce, ed è una voce simile a un urlo soffocato dalla paura, i temi dell’innocenza e della colpevolezza, la conoscenza e il mistero, l’onnipotenza e l’impotenza, che si esprimono nel percorso di Laura che pian piano sembra rinsavire dalla follia, ma trasmette la sua irrazionalità al Dottore mettendone in crisi la professionalità; l’atteggiamento del padre che si muove sempre tra i poli opposti di un affetto morboso e di un odio insaziabile verso la figlia, insieme protetta e prigioniera.
Con gli attori, ho impostato una ricerca sull’iconografia espressionista, da Schiele a Kokoschka, per trovare l’immaginario tormentato e convulso che possa aiutarci a raccontare questa storia enigmatica, capace di toccare corde psicologiche universali.
Mi interessa esplorare le dinamiche pericolose che animano il rapporto tra padre e figlia, anche attraverso l’occhio esterno del Dottore, che si trova invischiato in una relazione misteriosa e opprimente, ma sceglie di andare fino in fondo per scoprire una verità che forse nemmeno esiste. Il Dottore è il personaggio-ponte con lo spettatore, ha le caratteristiche del coro della tragedia greca, elemento esterno-interno alla vicenda. Accantonando la sua competenza medica, che da un certo punto in poi diviene uno strumento errato e deformante per leggere la situazione, il Dottore diventa indagatore, come il fotoreporter de La finestra sul cortile, ma rimane all’interno di quella stessa stanza in cui Laura è prigioniera. Perché in realtà quelli che spiano attraverso il vetro della finestra, come nel capolavoro di Hitchcock, siamo noi. E, proprio come James Stewart, potremmo commettere gravi errori di interpretazione, perché non tutti gli elementi della storia ci sono dati da questa prospettiva di visione...
Alberto Oliva

Ragioni di uno spettacolo
“La Finestra” è un testo enigmatico, dall’accento quasi gotico nei suoi colori e nelle sue atmosfere, forte e disarmante per la sua trama che si muove tra il giallo e il dramma sociale. Ed è proprio della società di oggi che si parla, della sua famiglia, dei suoi valori, di alcuni suoi atteggiamenti ormai di tragica consuetudine, primo fra tutti il desiderio di nascondere la verità che danneggia. E così viene narrato un padre che, al limite del paradosso, costringe a una vita da reclusa una figlia forse pazza, o forse no, per tenere i suoi spettri ben nascosti entro le mura domestiche; e fa di più: decide di sanare la malattia mentale della giovane solo per il piacere, ancora egoistico, di avere una compagna di colpa e di pena.
Questo si vuole raccontare: un popolo che annienta la verità e ogni possibile nemico; una famiglia che si disintegra fino al midollo ma salvando le apparenze; un rapporto tra padre e figlia che non esiste perché privo di sincerità, affetto e regole. Questo è l’oggi che spesso si vive attraverso i giornali e la televisione, anche fra personaggi di spicco e di grande responsabilità, oppure che si riscontra nella propria casa, ogni giorno, con forte senso di impotenza per una condizione che non sembra volersi risolvere.
Una società che si racconta attraverso i vetri di una finestra, deformanti ed eloquenti.
* * *
Biglietti
Intero > 12 euro
Ridotto studenti universitari > 10 euro
Ridotto under 18 > 8 euro
Possessori carta ABC Tribe > 10 euro
* * *
Clicca sui nomi per i curricula:
Claudia Cravero
Ivana Cravero
Diego Iannaccone
Giuseppe Nitti
Alberto Oliva
Maurizio Oddenino
* * *
Le riprese video sono state curate da
Studio Thosyni - video produzioni
via Donizzetti 22, Carmagnola
338-7632974, 392-668208
fax 011-9715295, thosyni@libero.it
* * *
Per raggiungere il teatro dove si svolgerà lo spettacolo, consulta la mappa:



