CHI SIAMO
Vogliamo camminare sulla strada del teatro senza timori o rancori, col naso puntato verso l’altro e il cuore nella profondità dei sentimenti umani, e per questo ci chiamiamo BenAndanti: il nostro è un viaggio coraggioso, ma consapevole, di chi va, sempre e comunque.
Proveniamo da mondi diversi, abbiamo formazioni e attitudini eterogenee e viviamo insoddisfatti una realtà che non dà voce e volto alle ambizioni artistiche nostre e di molti altri: il mondo è schiavo di un’inconsapevolezza culturale che noi vogliamo combattere.
Vogliamo fare teatro attraverso testi nuovi per portare in scena l'uomo e i suoi misteri, raggiungendo il pubblico attraverso strade principali e secondarie.
Abbiamo in comune il desiderio di recuperare i valori del passato e rigenerarli con la nostra passione. Per ottenere questo in data 1 gennaio 2008 noi siamo nati come gruppo, come artisti, come scrittori e attori che hanno molto da dire.
Al giorno d’oggi non è più possibile ignorare il fatto che:
Questa nostra epoca trascura la realizzazione delle qualità e delle aspirazioni personali: la Compagnia dei BenAndanti risponde impegnandosi per favorire la formazione dei suoi collaboratori, mettendo a loro disposizione gli strumenti e le occasioni affinché possano esprimere al meglio la loro arte e curare la loro crescita personale.
Questa nostra epoca favorisce l'isolamento degli artisti: la Compagnia dei BenAndanti rende partecipe ogni collaboratore del percorso pregresso, degli intenti e delle decisioni che le sono proprie, promuove incontri periodici tra i suoi collaboratori, (oltre che tra la Compagnia stessa e il pubblico) per favorire la condivisione delle esperienze, il confronto e il lavoro di gruppo verso obbiettivi comuni.
Questa nostra epoca getta discredito sul reale valore dell'arte e delle sue varie forme di espressione: la Compagnia dei BenAndanti considera un crimine contro la persona la malagestione della cultura. Privare le persone della possibilità di sperimentare la bellezza e formare il pensiero equivale ad ucciderne lo spirito e le occasioni di felicità. Questo è un delitto.
Questa nostra epoca offre al pubblico un'immagine distorta dell'arte e della cultura: piegata ad interessi personali e politici. E' un reato grave, e la nostra attività mira a sensibilizzare il pubblico nei confronti di questo problema, e gli operatori istituzionali affinché sentano la responsabilità della buona gestione della cultura nelle sue varie forme.
Noi BenAndanti denunciamo la perdita di vista da parte di molta della pubblica amministrazione e della politica in generale dell'importanza fondamentale della cultura per la collettività, se non addirittura la sua strumentalizzazione per fini di consenso politico e tornaconto personale. La cultura non è un bene secondario di cui si può fare a meno.
Noi BenAndanti denunciamo la sproporzione tra l'attenzione da parte degli operatori culturali nell'organizzazione, nella comunicazione, nella costruzione del consenso giocati sul clamore degli eventi anziché sul loro impiego strategico e funzionale nel tempo. Meno maxi-eventi e più cura delle realtà nascenti è il nuovo precetto da seguire per uscire dall'attuale crisi culturale, fornendo terreno fertile affinché le realtà professionali giovani possano attecchire. Non c'è bisogno di andare a cercare chissà dove fenomeni dello share per rialzare le sorti della cultura. In Italia abbiamo tutte le carte in regola per produrre cultura ai massimi livelli. C'è bisogno di una nuda e cruda, intransigente determinazione e di uno specchiato senso della responsabilità.
Per tutte queste ragioni, la Compagnia dei BenAndanti fissa obbiettivi a breve, medio e lungo termine, semplici, chiari e coerenti con i suoi scopi; mappa la realtà attuale per creare nuove sinergie con chi lavora nella cultura e per la cultura; si adopera costantemente per il proprio miglioramento interno; nel prendere decisioni stabilisce tempi, modalità, risorse; corregge, implementa e valuta i risultati conseguiti.
Oggi più che mai la nostra scelta è per mettere al centro dell'attenzione arte, artisti e pubblico, con trasparenza, rispetto e cura.

