DEATH AND THE CITY

Il nuovo irriverente spettacolo della compagnia Arriva lo spettacolo più inatteso, in cui si parla con ironia della morte e della società moderna, senza riserve, senza paure...

PROGETTO EXPERIOR

Il piccolo faro Al teatro Espace di Torino tre piccoli spettacoli di giovani attori e artisti in collaborazione con i Benandanti, novità 2012 Per info sul progetto clicca qui.

 

MEMORIE DAL CONVENTO

Il nuovo spettacolo laboratorio scuola Per far rivivere la storia della Carmagnola manzoniana con gli studenti dei licei 11, 12, 20 maggio 2012 Auditorium Roccati di Carmagnola

 

 

 

IL MITO DI SISIFO
Albert Camus e la filosofia dell’Assurdo



“Vivre, c’est faire vivre l’Absurde. Le faire vivre, c’est avant tout le regarder.”

A cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta il 4 gennaio 1960, Albert Camus resta tra gli scrittori e i filosofi più letti al mondo. La sua filosofia libertaria ma allo stesso tempo rigorosa e solidale offre grandi spazi di riflessione sull'attuale condizione postmoderna, sulle inquietudini e sulle assurdità che sempre più accompagnano l’uomo di oggi, nel tentativo di far emergere “un senso” in un mondo dominato sempre più dal “non senso”.

I BenAndanti in collaborazione con Bruno Audisio raccolgono la sfida di portare a teatro la filosofia, in una formula impegnata ma accessibile e ricca di stimoli.

presso l’Espace di via Mantova 38, a Torino
29 gennaio 2011
ore 21.00

* * *

Clicca qui per la recensione dello spettacolo sul blog di TorinoTeatro


* * *


Note dell’autore

Il mito di Sisifo a teatro
di
Marco Pozzi

C’è una quotidianità a cui non si può sfuggire.
Tu devi lavorare per vivere.
Non esiste alternativa.

"Lavoro onestamente; sono responsabile, veloce ed efficiente. Pane e soldi per qualche sfizio: non mi manca nulla. E’ la perfezione." Ma la catena dei gesti quotidiani può interrompersi, e il cuore non trovare più l’anello che li ricongiunga; senza più illusioni e luci, soli, ci si chiede: "Vale la pena vivere? Vale la pena lavorare?"

Così, nell’incoscienza dove ogni cosa è diversivo, si scopre l’Assurdo; drammaticamente se ne prende coscienza; e qualcuno, allora, si rivolta. Cerca un nuovo senso, per dar forma al proprio destino, perché quel lavoro inutile e senza speranza, che eternamente finisce ed eternamente ricomincia, non sia soltanto un castigo. Ma non esistono passioni senza lotta; c’è un tormento da addossarsi per ricreare la propria vita, prima di poter con dignità affermare: "Ora sono padrone del mio macigno, sono libero dal dover aderire a un qualunque conformismo pur di non sentirmi escluso, sono oltre il suicidio della mia disperazione".

"La presente opera tratta di una sensibilità assurda, che possiamo trovar diffusa nel secolo [...] Qui si troverà soltanto la narrazione di un male dello spirito allo stato puro". I personaggi in scena si riempiono con questo spirito, sangue de "Il mito di Sisifo" pubblicato nel 1942 da Albert Camus. Il linguaggio dell’arte rappresenta il linguaggio del saggio; le immagini rafforzano e completano le parole; il teatro sposa la filosofia.

Testimoniamo una rivolta.


* * *


Il biglietto autografo della figlia del Premio Nobel, Catherine Camus.