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IL MITO DI SISIFO Albert Camus e la filosofia dell’Assurdo
“Vivre, c’est faire vivre l’Absurde. Le faire vivre, c’est avant tout le regarder.”
A cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta il 4 gennaio 1960, Albert Camus resta tra gli scrittori e i filosofi più letti al mondo. La sua filosofia libertaria ma allo stesso tempo rigorosa e solidale offre grandi spazi di riflessione sull'attuale condizione postmoderna, sulle inquietudini e sulle assurdità che sempre più accompagnano l’uomo di oggi, nel tentativo di far emergere “un senso” in un mondo dominato sempre più dal “non senso”.
I BenAndanti in collaborazione con Bruno Audisio raccolgono la sfida di portare a teatro la filosofia, in una formula impegnata ma accessibile e ricca di stimoli.
presso l’Espace di via Mantova 38, a Torino 29 gennaio 2011 ore 21.00
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Note dell’autore
Il mito di Sisifo a teatro di Marco Pozzi
C’è una quotidianità a cui non si può sfuggire. Tu devi lavorare per vivere. Non esiste alternativa.
"Lavoro onestamente; sono responsabile, veloce ed efficiente. Pane e soldi per qualche sfizio: non mi manca nulla. E’ la perfezione." Ma la catena dei gesti quotidiani può interrompersi, e il cuore non trovare più l’anello che li ricongiunga; senza più illusioni e luci, soli, ci si chiede: "Vale la pena vivere? Vale la pena lavorare?"
Così, nell’incoscienza dove ogni cosa è diversivo, si scopre l’Assurdo; drammaticamente se ne prende coscienza; e qualcuno, allora, si rivolta. Cerca un nuovo senso, per dar forma al proprio destino, perché quel lavoro inutile e senza speranza, che eternamente finisce ed eternamente ricomincia, non sia soltanto un castigo. Ma non esistono passioni senza lotta; c’è un tormento da addossarsi per ricreare la propria vita, prima di poter con dignità affermare: "Ora sono padrone del mio macigno, sono libero dal dover aderire a un qualunque conformismo pur di non sentirmi escluso, sono oltre il suicidio della mia disperazione".
"La presente opera tratta di una sensibilità assurda, che possiamo trovar diffusa nel secolo [...] Qui si troverà soltanto la narrazione di un male dello spirito allo stato puro". I personaggi in scena si riempiono con questo spirito, sangue de "Il mito di Sisifo" pubblicato nel 1942 da Albert Camus. Il linguaggio dell’arte rappresenta il linguaggio del saggio; le immagini rafforzano e completano le parole; il teatro sposa la filosofia.
Testimoniamo una rivolta.
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Il biglietto autografo della figlia del Premio Nobel, Catherine Camus.
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