DEATH AND THE CITY

Il nuovo irriverente spettacolo della compagnia Arriva lo spettacolo più inatteso, in cui si parla con ironia della morte e della società moderna, senza riserve, senza paure...

PROGETTO EXPERIOR

Il piccolo faro Al teatro Espace di Torino tre piccoli spettacoli di giovani attori e artisti in collaborazione con i Benandanti, novità 2012 Per info sul progetto clicca qui.

 

MEMORIE DAL CONVENTO

Il nuovo spettacolo laboratorio scuola Per far rivivere la storia della Carmagnola manzoniana con gli studenti dei licei 11, 12, 20 maggio 2012 Auditorium Roccati di Carmagnola

iL NUOVO PROGETTO

DEATH AND THE CITY

testo di Claudia Cravero

con Emanuele Cavaglià e Ivana Cravero

Death and the city è uno spettacolo nuovo, insolito, divertente e irriverente, che parla della morte per parlare di molte altre cose. La morte infatti è la protagonista assoluta, ma stranamente non compare mai: parlano di lei le sue quattro “dipendenti”, impiegate un po’ surreali di un’agenzia funebre dai risvolti grotteschi. Sul palco sono presenti un’attrice, ad interpretare i quattro macabri personaggi, e un musicista, le cui canzoni non fungono solo da stacchetto o da sottofondo, ma sono parte integrante dello spettacolo: le parole, dette o cantate, riveleranno che dietro alla scorza divertente di Death and the city si nasconde una riflessione forte e senza mezzi toni sulla condizione lavorativa di oggi, in cui la morte è diventata prima di tutto una morte “sociale”, di ideali e certezze. Uno spettacolo dunque che fa ridere e che fa anche un po’ pensare, con un piccolo immancabile colpo di scena finale…

Su questa idea la compagnia sta esplorando nuove strade per la drammaturgia e la compenetrazione fra le arti.

IL CONTESTO

Il testo, una nuova drammaturgia di Claudia Cravero, esplora attraverso il grottesco il problema attualissimo del lavoro, e il punto di vista privilegiato è per lo più quello femminile: le donne oggi faticano a trovare lavoro e spesso, quando lo hanno trovato, lo perdono per il sopraggiungere di una gravidanza; i contratti sono a termine, con pochissime garanzie di continuità e di gratificazioni umane e salariali; i requisiti richiesti talora sono irraggiungibili, impossibili, assurdi e nell’80% dei casi non richiedono abilità e competenza ma solo un bell’aspetto e una giovane età.

Tutto questo e molto altro ancora viene proposto nello spettacolo da angolature surreali ma supportate da dati e percentuali che contribuiscono a dare il senso di un crudele realismo.

L’autrice – insegnante, scrittrice ma prima di tutto donna - dopo “La finestra”, prosegue con testi impegnativi che danno voce alle donne e al loro difficile mondo, ma anche alle loro ampie qualità e possibilità che spesso proprio loro stesse, imbrigliate nei luoghi comuni e nelle convinzioni sociali stereotipate, non riescono a vedere e a far fruttare.