DEATH AND THE CITY

Il nuovo irriverente spettacolo della compagnia Arriva lo spettacolo più inatteso, in cui si parla con ironia della morte e della società moderna, senza riserve, senza paure...

PROGETTO EXPERIOR

Il piccolo faro Al teatro Espace di Torino tre piccoli spettacoli di giovani attori e artisti in collaborazione con i Benandanti, novità 2012 Per info sul progetto clicca qui.

 

MEMORIE DAL CONVENTO

Il nuovo spettacolo laboratorio scuola Per far rivivere la storia della Carmagnola manzoniana con gli studenti dei licei 11, 12, 20 maggio 2012 Auditorium Roccati di Carmagnola

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Il matrimonio s’ha da fare… a teatro!

I nuovi mecenati dell’arte sono gli sposi novelli che pagano affitti salati in monumenti storici e rimpinguano le casse degli assessorati alla cultura.

Si apre il bel portale e un tripudio di fiori, colori e luci esplode in tutta la navata: all'altare lui attende impaziente con un’aria un po' tra l'ebete e il dubbioso; dall'altra parte lei incede maestosa sorridendo sotto chili di tulle e a braccetto di papà che, più impettito di un pinguino imperatore, la accompagna attraverso gli sguardi incuriositi dei 235 invitati rigorosamente divisi sulla destra per lo sposo e sulla sinistra per la sposa. Alternativa alla chiesa per un bel matrimonio, l’ufficio del Sindaco in Comune o il giardino dell’amico ricco che, per l’occasione, ha offerto anche il rinfresco. Non sapevo nulla di teatri e tombe egizie…

Famolo strano
In effetti da un po’ di tempo a questa parte i matrimoni contro corrente occupano le pagine del gossip e sono in aumento. Ci si sposa travestiti da Fiona e Shrek, in alta quota o sotto il mare, con il il giudice di pace che armeggia con il boccaglio per non annegare mentre pronuncia la fatidica frase “Se qualcuno è contrario a questo matrimonio parli ora o taccia per sempre”. E da dire ce ne sarebbe se penso che alcuni dei principali luoghi storici della nostra bella Torino sono stati riciclati come altari matrimoniali carichi di bouquet e inguardabili damigelle d’onore: sulla mole Antonelliana si convola a giuste nozze con vista notturna e in Palazzo Madama la neo sposa può fingere, con pochi soldi in più, di essere una nobildonna vaporosa e sensuale che scende lo scalone dello Juvarra per raggiungere il suo principe azzurro. E proprio nel sacre coeur
torinese. Ma non basta.

San Valentino con fede
E’ notizia di pochi giorni fa che, su proposta dell’assessore ai Servizi civici Michele Dell’Utri, e per delibera della Giunta Comunale di Torino, dal 14 febbraio 2010 sarà possibile sposarsi con rito civile anche all’interno del teatro Carignano: ora ci vuole anche il sipario d’epoca. A La Stampa Dell’Utri ha spiegato che è “un modo per legare un momento importante come il matrimonio ai luoghi simbolo di Torino (…) Il matrimonio è un momento di rara bellezza e in questo senso è arte». Il sipario cala, certo, ma più che sulle trine e sulle felici lacrime delle mamme, sulla triste realtà ancora una volta malcelata sotto vagoni di ipocrisia: arte o non arte, mancano i soldi per le produzioni e quindi si arraffa dove si può. Per il Carignano duemila euro solo per l’affitto e rinfresco – su richiesta – nella sala delle colonne: il volto di un teatro malato e di chi non ha il coraggio di dire le cose come stanno.

E se i matrimoni sono arte perché non scambiarsi il sì nella Cappella Sistina o sotto i genitali del David di Michelangelo, per altro propiziatori di numerosa figliolanza e di notti felicemente insonni: con 15.000 euro si pagano la cerimonia e un bel restauro e dopo molti anni si racconta ai nipotini che il proprio matrimonio ha salvato un pezzo d’Italia.

Claudia Cravero