DEATH AND THE CITY

Il nuovo irriverente spettacolo della compagnia Arriva lo spettacolo più inatteso, in cui si parla con ironia della morte e della società moderna, senza riserve, senza paure...

PROGETTO EXPERIOR

Il piccolo faro Al teatro Espace di Torino tre piccoli spettacoli di giovani attori e artisti in collaborazione con i Benandanti, novità 2012 Per info sul progetto clicca qui.

 

MEMORIE DAL CONVENTO

Il nuovo spettacolo laboratorio scuola Per far rivivere la storia della Carmagnola manzoniana con gli studenti dei licei 11, 12, 20 maggio 2012 Auditorium Roccati di Carmagnola

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Questo amore d'Egitto...

E’ il 4 marzo 1832. La città è Parigi. L’uomo sul letto di morte è Jean François Champollion, archeologo ed egittologo francese. E’ il 30 dicembre 2008. La città è Torino. La compagnia teatrale è quella de “I Benandanti”. Cosa accomuna l’egittologo che tradusse per primo i geroglifici con una neonata compagnia teatrale torinese? Fu lo stesso Champollion a dire che « La strada per l’Egitto passa per Torino », ma, nel nostro caso, sarà meglio dire che « passa per il teatro ». Un teatro che per la prima volta ha animato le sale del Museo Egizio di Torino come mai si era udito prima. Parlando d’amore.

D’amore e di donne. Donne antiche, divine e pericolose; donne dal volto di leonessa o di gatta; donne che, nascoste dietro i rami di un melograno, baciano il loro amante con trasporto e passione. E che amano, fino a morirne o a far morire. A tutto ciò tre attori hanno prestato le loro parole e i loro gesti, ripercorrendo ogni sera, insieme a un pubblico numeroso ed entusiasta,quelle storie antiche scritte su papiri ingialliti dal tempo.

Davanti alla tela di Gebelein abbiamo assaporato le splendide parole dell’Inno al Nilo, mentre nel sontuoso statuario è stata la descrizione della dea dell’amore a trascinare con sé la fantasia e ad eccitare gli animi, e la dea Sek-Met dall’alto dei suoi tanti nomi gettava lo sguardo imperturbabile dinanzi a sé, non curante dell’uomo che le scorre ai piedi. La vita è teatro, sempre e comunque. Esso fa rivivere ciò che è sepolto, fa rianimare ciò che non esiste più. Un uomo dona le sue sembianze a un altro uomo, una donna ad un’altra donna per impedire che la storia venga dimenticata.

Il teatro entra nei secoli e li dipana con quell’entusiasmo che lo stesso Champollion lasciò in eredità alla figlia Zoraide quando le disse, sul letto di morte: “Ricorda… solo l’entusiasmo è la vera vita. Bisogna che il cuore si infiammi, che l’essere si animi di un desiderio che lo supera e lo assorbe. Sii fedele al tuo entusiasmo, dagli di che nutrirsi…”. Il cerchio si chiude. Il cerchio si riapre, fra poco, con altre sorprese, con altre parole. Al Museo Egizio, con I Benandanti.

Claudia Cravero