| Questo amore d'Egitto...
E’ il 4 marzo 1832. La città è Parigi. L’uomo sul letto di morte è Jean François Champollion, archeologo ed egittologo francese. E’ il 30 dicembre 2008. La città è Torino. La compagnia teatrale è quella de “I Benandanti”. Cosa accomuna l’egittologo che tradusse per primo i geroglifici con una neonata compagnia teatrale torinese? Fu lo stesso Champollion a dire che « La strada per l’Egitto passa per Torino », ma, nel nostro caso, sarà meglio dire che « passa per il teatro ». Un teatro che per la prima volta ha animato le sale del Museo Egizio di Torino come mai si era udito prima. Parlando d’amore.
D’amore e di donne. Donne antiche, divine e pericolose; donne dal volto di leonessa o di gatta; donne che, nascoste dietro i rami di un melograno, baciano il loro amante con trasporto e passione. E che amano, fino a morirne o a far morire. A tutto ciò tre attori hanno prestato le loro parole e i loro gesti, ripercorrendo ogni sera, insieme a un pubblico numeroso ed entusiasta,quelle storie antiche scritte su papiri ingialliti dal tempo.
Davanti alla tela di Gebelein abbiamo assaporato le splendide parole dell’Inno al Nilo, mentre nel sontuoso statuario è stata la descrizione della dea dell’amore a trascinare con sé la fantasia e ad eccitare gli animi, e la dea Sek-Met dall’alto dei suoi tanti nomi gettava lo sguardo imperturbabile dinanzi a sé, non curante dell’uomo che le scorre ai piedi. La vita è teatro, sempre e comunque. Esso fa rivivere ciò che è sepolto, fa rianimare ciò che non esiste più. Un uomo dona le sue sembianze a un altro uomo, una donna ad un’altra donna per impedire che la storia venga dimenticata.
Il teatro entra nei secoli e li dipana con quell’entusiasmo che lo stesso Champollion lasciò in eredità alla figlia Zoraide quando le disse, sul letto di morte: “Ricorda… solo l’entusiasmo è la vera vita. Bisogna che il cuore si infiammi, che l’essere si animi di un desiderio che lo supera e lo assorbe. Sii fedele al tuo entusiasmo, dagli di che nutrirsi…”. Il cerchio si chiude. Il cerchio si riapre, fra poco, con altre sorprese, con altre parole. Al Museo Egizio, con I Benandanti.
Claudia Cravero

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