| Cancellati dal TST i Demoni di Peter Stein
L’opera di Camus vola in Umbria Erano previsti dal 30 maggio al 21 giugno 2009 all’Astra di Torino, ma è notizia del 27 aprile che i Demoni di Peter Stein non scorrazzeranno nel capoluogo piemontese, ma, forse, a San Pancrazio, nella casa umbra del regista. Che dire? Un peccato e forse una brutta, bruttissima figura per chi di teatro dice di saperne. I veri addetti ai lavori lo avevano presagito, ma su all’Olimpo non sempre si vuol prestare attenzione alle effimere questioni umane.
La marcia indietro di Evelina Fu l’attuale direttore del Teatro Stabile di Torino, Mario Martone, a proporre un anno e mezzo fa a Stein la messa in scena con attori italiani della versione teatrale realizzata da Albert Camus della grande opera di Dostoevskij: si voleva un lavoro concentrato sugli attori, in ambienti ridotti, quasi intimi, e il progetto finì per essere una ridefinizione registica molto personale e alquanto indipendente dal testo di Camus, che avrebbe previsto l’impiego di molte persone, una messa in scena iniziale di almeno sei ore e, dunque, una produzione passata velocemente da un preventivo di novecentomila euro a un milione. Poi sono iniziate le prove, in quel di San Pancrazio, e le ore – e dunque i costi – sono lievitati come la pasta per la torta Margherita. Da sei a dodici ore, da un milione a una cifra non diffusa al pubblico per preservarne le coronarie, ma con un esubero finale sulla possibilità di spesa ancora di centodiecimila euro. Visti i tagli del Governo, la crisi e affini, la signora Evelina Christillin e tutto il suo Consiglio d’Amministrazione hanno pertanto ritenuto “inammissibile un ulteriore esborso da parte del teatro” e hanno fatto marcia indietro.
Regista grande, grande spesa Decisione saggia da un punto di vista economico, forse meglio dire “obbligata”; meno saggia la mancata previsione di una morte annunciata: sono ormai famosi i progetti monumentali di Stein per il teatro e la lirica che ne hanno portato lontano la fama, facendo di lui uno tra i più importanti artefici del teatro tedesco ed europeo nella seconda metà del Novecento. Insomma: si pensava davvero di potersela cavare con pochi spiccioli (si fa per dire) avendo a che fare con un genio creativo di queste proporzioni?
 In viaggio verso l’Umbria Alquanto discutibile la proposta avanzata sempre in sede di Consiglio da Martone e subito accettata dal regista: “mettere a disposizione di Stein i contratti che lo Stabile ha sottoscritto con gli attori e che dovrà in ogni caso onorare, per un totale di quattrocentomila euro, salvaguardando l’occupazione e il rispetto delle giornate contributive previste dai parametri ministeriali e dando la possibilità a Peter Stein di realizzare a sue spese un workshop aperto al pubblico nel teatro di San Pancrazio”. Bene per gli attori, altrimenti a spasso, ma meno bene per gli spettatori e gli organizzatori piemontesi che, pur sborsando soldi per la produzione, se vorranno vedere lo spettacolo dovranno correre in Umbria.
A volte una brutta figura si copre con un’altra. Ma qui a farne le spese saranno gli affezionati dello Stabile, che potrebbero non essere più così affezionati.
Claudia Cravero
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